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Palermo, Palazzo dei Normanni. Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato al convegno della FIMMG. Relazione di Mariagrazia Cimino

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Sono Malato anch'io
Sono Malato anch’io

Il 31 ottobre u.s., nella prestigiosa cornice dell’Aula Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo, la FIMMG ha organizzato un convegno sul tema ”La Medicina Generale: attualità e prospettive”, al quale è stata invitata Cittadinanzattiva rappresentata , per delega del Segretario regionale, da Maria Grazia Cimino, che ha sviluppato le riflessioni che qui di seguito vengono sinteticamente riportate:
“Siamo consapevoli dell’importanza del ruolo all’interno del SSN dei MMG, centrale e strategico, intorno al quale ruotano servizi e strutture, e primo punto di riferimento del cittadino.
In una visione olistica e multidimensionale i MMG si prendono cura della persona nella sua interezza diversamente dagli specialisti nella cui attività prevale la cura della malattia.
Ma questa speciale relazione corre il rischio di essere compromessa nel contesto attuale nel quale temiamo per la tenuta del ssn.
La preoccupazione è alimentata dai ripetuti tagli fin qui operati e da paventati aumenti del ticket e da una nuova interpretazione dell’ appropriatezza prescrittiva che rischia di trasformare il medico in un burocrate che si asterrà dal prescrivere per non incorrere in sanzioni, aprendo così la strada alla sanità privata che rappresenta un lusso per pochi in danno di quella fascia colpita da patologie anzitutto croniche che sono in costante aumento e proprio nel momento in cui l’Istat accerta che il 9,5% della popolazione rinuncia a curarsi anche a causa degli elevati costi.
Dai rapporti che annualmente Cittadinanzattiva pubblica emergono:
difficoltà per l’ accertamento delle patologie croniche, per il riconoscimento delle invalidità, e per un’assistenza protesica spesso inadeguata e troppo diversa da regione a regione.
E mentre aumentano i disabili aumentano anche i costi privati per le famiglie, luoghi centrali di cura spesso coinvolte nello stesso percorso di isolamento che vive il disabile stesso, costi che non tutte possono permettersi considerando, ad esempio, che in media si spende 9704 euro anno per badanti, 17,435 per rette in strutture residenziali oltre all’aumentato costo dei farmaci. Tutto ciò basta per dire che il SSN è in affanno e non risponde più ai requisiti che dal 1978 lo hanno fatto apprezzare come uno dei migliori al mondo per la sua accessibilità, universalità ed equità.
Un modo per assicurare l’appropriatezza e la qualità dell’assistenza oltre ad un uso razionale delle risorse sono i PTDA, ancora poco diffusi e conosciuti; ma proprio in questo periodo si registra che due PDTA per malattie reumatiche e quella delle infiammazioni croniche dell’intestino sono stati riconosciuti dalla Conferenza Stato-Regioni.
Anche qui fondamentale è il ruolo che svolge il MMG per quanto riguarda il percorso iniziale delle malattie, ma anche la loro evoluzione e il monitoraggio.
L’accordo per i PDTA rappresenta un grande risultato che premia l’impegno delle associazioni dei malati e del coordinamento del nostro movimento e un’innovazione perchè è la prima esperienza di PDTA Nazionali per patologie croniche
Tutti questi temi e altri ancora sono stati trattati nel corso della campagna itinerante “Sono malato anch’io. La mia salute è un bene di tutti” che ci ha visti presenti in 23 città italiane per celebrare il 35nnale del tdm e per ribadire le nostre posizioni a favore e a salvaguardia del ssn.
Non si può attendere oltre l’aggiornamento dei LEA, la revisione del nomenclatore ausili e protesi, fermo al 1999, la revisione della normativa ISEE, il mancato aggiornamento dell’elenco delle patologie croniche e rare esenti da ticket ribadite con forza dalle associazioni dei malati e dalla nostra rete del cnamc e inoltre si chiede che ogni euro risparmiato venga rinvestito in sanità.
Sullo sfondo, il dibattito tra tutela del diritto alla salute e sostenibilità del sistema sanitario che assorbe il 7% del Pil producendone il 12%, e che di fronte al progressivo invecchiamento della popolazione, all’aumento delle cronicità e delle disabilità potrebbe non essere più sostenibile se ulteriormente sottoposto a tagli.

Una nuova sfida che a nostro parere potrà essere affrontata e superata creando alleanze con le categorie interessate, confrontandoci, così come avviene oggi in questa sede, coinvolgendo i cittadini e le loro organizzazioni a difesa di ciò che prioritariamente resta un sistema di valori e perché la sanità non venga utilizzata come luogo privilegiato per il risanamento delle finanze pubbliche”.