Abbattimento delle barriere architettoniche

Abbattimento delle barriere architettoniche

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Foto di Marcus Aurelius da Pexels

All’on. Salvo Pogliese
Sindaco di Catania
Piazza Duomo – Palazzo degli Elefanti

lllustre sig. Sindaco,
la vigente normativa sull’abbattimento delle barriere archi-tettoniche pone l’accento su un punto fondamentale: le barriere architettoniche non sono solamente quelle fisiche ovvero quelle risolvibili con la classica rampa. Il campo è molto più ampio e comprende qualunque tipo di struttura, ostacolo, segnale che crei un impedimento e renda inagibile o difficilmente fruibile un luogo o un servizio. Il testo normativo introduce inoltre tre definizioni che corrispondono a tre diversi “gradi” di abbattimento delle barriere:

  • Accessibilità: si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
  • Visitabilità: si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell’alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.
  • Adattabilità: la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Si richiama, in particolare, quanto  previsto  a tutela dei mutilati e invalidi civili, dall’art. 27 della Legge n.118/1971:

“Per facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili gli edifici pubblici o aperti al pubblico e le istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione dovranno essere costruiti in conformità alla circolare del Ministero dei lavori pubblici del 15 giugno 1968 riguardante l’eliminazione delle barriere architettoniche anche apportando le possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o già costruiti all’entrata in vigore della presente legge: i servizi di trasporto pubblici ed in particolare i tram e le metropolitane dovranno essere accessibili agli invalidi non deambulanti; in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico può essere vietato l’accesso ai minorati: in tutti i luoghi dove si svolgono pubbliche manifestazioni o spettacoli, che saranno in futuro edificati, dovrà essere previsto e riservato uno spazio agli invalidi in carrozzella; gli alloggi situati nei piani terreni dei caseggiati dell’edilizia economica e popolare dovranno essere assegnati per precedenza agli invalidi che hanno difficoltà di deambulazione, qualora ne facciano richiesta.”

Si fa anche riferimento a quanto sancito dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione, n. 3691/2020

Tutto ciò premesso ci permettiamo segnalare, per il suo pronto intervento, le strutture pubbliche, di competenza del comune di Catania, che i disabili non possono utilizzare:

Palazzo dei Chierici dove sono ubicati  gli Uffici IMU,TARI, il protocollo ed altri uffici posti all’ultimo piano.

L’ufficio patenti di viale Vittorio Veneto ove il rilascio delle patenti per i disabili è al secondo piano. con l’ascensore non solo angusto ma anche perennemente guasto.

Con la presente, fidando anche sulla grande sensibilità da lei sempre dimostrata nei confronti della categoria che noi rappresentiamo, la invitiamo, con l’urgenza che  il caso comporta, ad eliminare quanto lamentato, in modo che la città diventi usufruibile da parte di tutti i cittadini e quindi anche da parte dei disabili.

Distinto saluti

Giuseppe Greco, segretario regionale
Giuseppe Pracanica, presidente regionale