Agrigento, serve una risposta tempestiva da parte dalla sanità locale

Agrigento, serve una risposta tempestiva da parte dalla sanità locale

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Comunicato stampa

Stiamo vivendo una stagione sicuramente non facile, dove tutti i cittadini sono giustamente impauriti per il dilagare, ancor peggio che a marzo, della pandemia di covid.

Dove il capo del governo, il ministro della salute, i presidenti di regioni, i sindaci cercano di prendere soluzioni, a loro avviso miracolose, che possano frenare la pandemia e salvaguardare nello stesso tempo l’economia già ridotta ai minimi termini. Situazione, in questo scorcio di anno, sicuramente ai limiti della governabilità, ma dove regioni come la Lombardia, il Veneto, il Friuli, hanno cercato di far fronte alla nuova ondata di covid, aumentando i posti letto negli ospedali, creando nuove strutture covid, assumendo nuovo personale a tempo determinato, aumentando i vari reparti di unità intensiva, richiedendo nuovi respiratori, forte della esperienza di pandemia precedente.

Due fatti inequivocabili ci  hanno fatto meditare, la dichiarazione dell’ex sindaco Firetto fatta una settimana addietro, che dichiarava che i posti letto di covid all’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento erano al completo, per chi non sa solo 6 posti letto, e l’altro fatto, ieri due agrigentini con sintomi di virus 19 portati in ambulanza all’ospedale di Caltanissetta, arrivati in questo nosocomio sono  rimasti per ore chiusi in ambulanza, con una mini ventilazione perché non c’erano più posti letto per questi nuovi contagiati in questo ospedale.

Tutto questo ci ha fatto capire, che qualcosa nella sanità locale non va per il verso giusto, che va migliorata discussa e se occorre anche rivista, così abbiamo acceso i riflettori su questo tema, per capire riflettere e dare, se voluto, un nostro apporto in consigli e idee.

Questi fatti, uniti al fatto che nelle farmacie non si trovano vaccini antinfluenzali, nei medici di base scarseggiano i vaccini anche quelli da distribuire a chi ne ha diritto, ci hanno portato a chiedere spiegazioni urgenti su quello che è la nostra sanità agrigentina, ricordando che nella nostra provincia c’è già una zona rossa Sambuca di Sicilia, che cosa si e fatto fattivamente, nella nostra provincia  per far fronte a questa nuova ondata di contagi più forte e più vasta della precedente, tra l’altro è passato parecchio tempo dalla prima ondata, in questi mesi e ci si poteva organizzare bene ed aggiustare le cose che non andavano, ricordando  che ad oggi sono circa 700 i contagiati al giorno in tutta la nostra amata Sicilia.

Chiederemo  spiegazioni al commissario dell’ASP di Agrigento, come intende affrontare questa nuovo flusso di contagiati, visto che questa provincia conta circa 450 mila cittadini, cosa si e fatto su questo territorio da marzo ad oggi per migliorare e affrontare questa nuova situazione,  quanti posti letto covid vi sono, quante unità di terapia intensiva e sub intensiva vi sono, quanti respiratori, quanti medici ospedalieri e infermieri vi sono.

Sapere queste cose, capire cosa si e fatto e cosa si intende fare significa avere un quadro complessivo  e chiaro della situazione sanitaria agrigentina e della provincia, tutto questo serve sicuramente a rendere più sereni i cittadini, che dopo i fatti già sopra citati sono molto impauriti è importante per tutti, avere chiara la situazione come affrontare il covid-19 nella nostra provincia.

Chiediamo altresì al neo eletto sindaco di Agrigento, a cui vanno i nostri auguri, che ci risulta tra l’altro essere un medico, di  fare anche lui pressione alla Regione Siciliana per avere un minimo di sicurezza sanitaria su questa città

Rimaniamo in attesa di essere convocati,  dal commissario ASP di Agrigento, per capire ed avere risposte certe e vere

Per Cittadinanzattiva salute, ambiente e lavoro sono elementi importanti ed imprescindibili da affrontare sempre e da salvaguardare a qualunque costo.

 

Il responsabile di Cittadinanzattiva per utenti cittadini e consumatori
Pippo Spataro