Catania. Osservatorio per segnalare i casi di “Buona Sanità”. Unione Giovani Professionisti,...

Catania. Osservatorio per segnalare i casi di “Buona Sanità”. Unione Giovani Professionisti, Ordine dei Medici, Cittadinanzattiva-TdM

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L’Ordine dei Medici di Catania si dota di un Osservatorio per i casi di “buona sanità”. La commissione è stata istituita su input di Carmelo Puglisi, medico del direttivo nazionale dell’Unione Giovani Professionisti Italiani. Nel corso della presentazione – alla quale ha preso parte, tra gli altri, il presidente dell’Ordine Massimo Buscema – è stato rimarcato che l’Osservatorio premierà i casi di buona sanità segnalati dai cittadini per via telematica a un indirizzo dedicato: osservatoriobuonasanita@gmail. com. Al contempo, verrà avviata una campagna di sensibilizzazione attraverso i mezzi di informazione, in collaborazione con l’Ordine dei Medici e gli ospedali.
L’idea di istituire l’Osservatorio, è stato spiegato, nasce con l’intento di far conoscere e premiare quelle “eccellenze” del mondo della sanità che spesso non sono conosciute dal grande pubblico. Chi volesse segnalare via e-mail uno di questi casi, deve allegare il numero del documento di identità e quello di telefono. Potranno inoltre essere accettate anche segnalazioni che provengano da medici ed amministratori purché non coinvolti in prima persona nei casi in questione. Le segnalazioni saranno valutate da una Commissione scientifica istituita con l’ausilio dei rappresentanti del Tribunale dei diritti del Malato. Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa dal presidente Buscema. Hanno inoltre preso parte all’incontro il parlamentare nazionale del Pd Giovanni Burtone; il deputato regionale del NCD Nino D’Asero, Sergio Pintaudi, primario del reparto di Anestesia dell’ospedale Garibaldi; Salvo Travali docente di Patologia all’Università di Catania; Carmelo Privitera, direttore del Dipartimento di Radiodiagnostica del Policlinico-Ove; l’avv. Luigi Randazzo, Presidente nazionale Ugipi, il sindaco di Gravina Domenico Rapisarda; Luigi Anile, avvocato del Tribunale dei Diritti del Malato.