Cittadinanzattiva. L’Assemblea Territoriale di Messina incontro il Prefetto

Cittadinanzattiva. L’Assemblea Territoriale di Messina incontro il Prefetto

CONDIVIDI

cooperazioneIl dott. Stefano Trotta, prefetto di Messina, ha ricevuto, su loro richiesta, i dirigenti provinciali di CittadinanzAttiva che gli hanno rappresentato alcune criticità della situazione socio-economica della città che, obiettivamente, potrebbero comportare riflessi molto negativi anche sotto il profilo dell’ordine pubblico. In particolare si sono riferiti ai Servizi Sociali del Comune di Messina impantanati in una serie di problematiche di vecchia data, sia per quanto riguarda i problemi assistenziali che quelli occupazionali, per cui non riescono a dare risposte adeguate ed efficaci ai cittadini. Solo di recente, grazie alla disponibilità della Commissione consiliare Servizi Sociali e del suo presidente con il consenso dell’Amministrazione attiva, sembra si sia giunti ad una equilibrata soluzione delle problematiche di Casa Serena, dove, per la prima volta le esigenze degli anziani ospiti sono state prese in giusta considerazione. In vari incontri C. ha sostenuto la necessità di trovare una soluzione equilibrata delle varie problematiche proponendo che il consiglio comunale di Messina revocasse la delibera 19 febbraio 2009 n.4/C ripristinando così il C.I.S.S.A. (Consorzio per i Servizi Socio-Sanitari ed Assistenziali), di cui è stata consegnata tutta la relativa documentazione. Resta tutto e per intero, invece, il dissenso di C. sul Piano di Zona elaborato dal Distretto 26, contro cui grava il ricorso presentato da alcune Associazioni all’Assessorato regionale alla Famiglia Mentre diversi parlamentari hanno preannunziato interrogazioni, perché non dà efficace risposta agli effettivi bisogni della collettività. CittadinanzAttiva ha inoltre comunicato al prefetto che, prendendo atto della drammatica situazione occupazionale della città, negli ultimi anni oltre 15.000 giovani, dai 18 ai quarant’anni, hanno dovuto abbandonare la città non solo per mancanza di lavoro ma anche di speranza, aveva chiesto al sindaco, in occasione dell’incontro romano con il presidente del Consiglio, prima dell’emanazione del decreto sblocca cantieri, di chiedere la realizzazione del collegamento Granatari-Annunziata-Giostra, unica opera appaltabile e molto utile per la viabilità della zona nord della città, ma anche per avere efficaci collegamenti sia con l’Ospedale Papardo, di emergenza di terzo livello, che con le facoltà universitarie.  Inoltre, risultato non secondario, avrebbe consentito l’immissione, nell’asfittica economia messinese di 600.000/ 700.000 euro. L’obiettivo era ed è facilmente raggiungibile  atteso che la legge che ha eliminato la realizzazione del Ponte sullo Stretto e la relativa Società, non ha impedito che restassero contenziosi e conti da pagare. Per cui l’opera, o meglio la sua mancata realizzazione, rischia di pesare sulle casse pubbliche per più di 1 miliardo, tra penali, oneri finanziari vari e costi di liquidazione. Ma il nostro sindaco, forse per motivi ideologici, non ne ha fatto niente e naturalmente è ritornato da Roma senza alcun risultato utile per la città. CittadinanzAttiva, preso atto di tale indisponibilità, convinta che il Governo Nazionale ha effettivamente a cuore il rilancio dell’economia, ha scritto direttamente al Presidente del Consiglio invitandolo, invece di pagare a vuoto un miliardo di euro, di chiudere il contenzioso facendo realizzare, ai vincitori dei vari appalti, un’opera peraltro necessaria alla città. La relativa documentazione è stata consegnata al prefetto. Altro problema, tutt’altro che risolto, è l’attraversamento del centro della città da parte dei Tir. La scelta, assolutamente sbagliata, di allocare le invasature a Tremestieri, con un fronte mare di oltre 550 miglia marine libero da ogni ostacolo, ha comportato periodici e costosi (700.000/800.000 euro l’anno) interventi per crollo dei moli, interramenti ed interventi vari, con lunghe interruzioni dell’utilizzo delle stesse, ed i cittadini, vittime dei Tir, se ne sono accorti. Poiché era stato chiesto all’Università di Messina, Facoltà di Ingegneria, oggi Dipartimento un parere sulle opere da realizzare a protezione delle invasature sarebbe interessante sapere se tale parere è stato emesso e se è stato tenuto presente nella realizzazione dell’opera. C. ha chiesto, pertanto, al prefetto di convocare una riunione con tutti i soggetti interessati, ivi compresi i rappresentanti dei cittadini, per fare il punto sulla situazione e per evitare che le invasature diventino un pozzo di S. Patrizio. C. ha anche ricordato che per liberare la città di Messina dai Tir, senza riuscirci, si fa pagare un prezzo altissimo alla collettività siciliana. Infatti il raddoppio dei tempi di attraversamento si riflette sui costi, oltre venti milioni di euro l’anno in più, che finiscono per gravare sulle merci che importiamo od esportiamo dalla Sicilia, come attestano gli stessi armatori (anche tale documento è stato consegnato). Infine C. ha fatto presente che in occasione della venuta a Messina del Ministro della Sanità, che ha titolo ad intervenire perché dirige il Ministero che ha finanziato l’opera, chiederà di disporre gli opportuni accertamenti al fine di accertare i motivi che hanno impedito il funzionamento del Centro Oncologico di Eccellenza per la realizzazione del quale si sono spesi oltre 46 milioni di euro. I direttori, generale e sanitario, dell’Azienda Ospedaliera Papardo, incontrati da C., hanno dichiarato la loro assoluta disponibilità ad attivarsi.