Cittadinanzattiva Messina – Procuratori dei Cittadini

Cittadinanzattiva Messina – Procuratori dei Cittadini

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Citt.va SICILIACITTADINANZATTIVA – Coord. Prov. dei Procuratori dei Cittadini, dopo la denuncia del malfunzionamento del CUP e del sistema prenotazioni ospedaliere, visite ambulatoriali e prestazioni diagnostiche strumentali, denuncia la lungaggine delle liste di attesa. Denuncia l’inottemperanza della Regione Siciliana nell’adozione di un Piano straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa. La Stampa riporta notizie di iniziative di vaste operazioni, da parte di diverse Regioni Italiane, per demolire la vergogna delle liste di attesa, stabilendo un arco temporale massimo di tre mesi entro cui deve essere assolta ogni prenotazione. Si tratta di iniziative di civiltà e di rispetto per i Cittadini.

In base alle leggi vigenti, i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie ed ospedaliere hanno l’obbligo di pubblicare sui siti istituzionali i tempi di attesa, sia per i ricoveri che per la diagnostica. L’art. 41 del D.Lgs 14 marzo 2013, n. 33, al 6° comma recita: “Gli enti, le aziende e le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario sono tenutiad indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata “Liste di attesa”, i tempi di attesa previsti ed i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.”. Risulta, purtroppo, che non tutti osservano tale disposizione ed abbiano provveduto ad aggiornare periodicamente lo scadenziario. E’ paradossale che per un’ecografia epatica si va, dai 40 ai 90 giorni; per una mammografia anche 80-100 giorni; per una visita geriatrica legata alla patologia dell’alzheimer anche 150 giorni; per una scintigrafia miocardica 300 giorni. Troppi, estenuante… Per non parlare degli esami diagnostici, si va alle volte a finire alle “calende greche”. Sono tempi incompatibili con le esigenze dei Cittadini. Nella sostanza sono un invito a rivolgersi altrove, soprattutto nelle strutture private, naturalmente per chi ha le possibilità economiche. E gli altri? Devono aspettare e pregare che, nelle more, non arrivi la morte. E’ ingiusto ed inumano!.

“Il diritto alla salute è riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione italiana”, diritto che, purtroppo, viene negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica. CITTADINANZATTIVA se non riceverà risposte dagli Organi competenti, in merito all’effettivo funzionamento del CUP, all’avvio di concreti provvedimenti per lo snellimento delle liste di attesa, alla pubblicazione periodica aggiornata dei tempi di attesa, intraprenderà azioni legali e giudiziarie contro i Responsabili. I Cittadini hanno diritto all’accesso alle prestazioni assistenziali specialistiche entro tempi massimi stabiliti con certezza. I Direttori Generali, se sono dei veri e propri “Manager” devono organizzarsi al meglio per rispondere ad un bisogno assai diffuso dei Cittadini di poter utilizzare pienamente le strutture pubbliche senza essere costretti a rivolgersi ai privati; aprano gli ambulatori specialistici anche di pomeriggio con orario prolungato fino a tarda sera , e, se necessario, anche il sabato e la domenica, per analisi, radiologia, radiodiagnostica, TAC, Risonanze magnetiche, esami di gastroenterologia, esami cardiologici, ecc… Tengano presente che le attrezzature e le macchine devono essere sempre e comunque al servizio dei Cittadini e non ad uso esclusivo di singoli “Professori”. Vigilino sull’attività libero professionale intramuraria (ALPI), che deve essere finalizzata esclusivamenteall’abbattimento delle liste di attesa e deve essere esercitata, fuori dall’orario di lavoro e negli spazi interni del PoliclinicoIl volume dell’attività intramoenia deve essere INFERIORE al volume di attività eseguita in istituzionale.

In caso di palese inadempienza ed insufficienza di iniziative, l’Assessore Regionale alla Salute prenda i dovuti provvedimenti del caso, anche perché è lui che deve rispondere ai Cittadini per “culpa in eligendo ed in vigilando”