Cittadini d’Europa a queste condizioni – G.Moro, 2004

Cittadini d’Europa a queste condizioni – G.Moro, 2004

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Premessa di Giuseppe Greco  Segretario regionale di Cittadinanzattiva Sicilia.

Carissimi visitatori del sito di Cittadinanzattiva della Sicilia, cari iscritti e simpatizzanti, amici, abbiamo ritenuto utile proporre alla lettura di tutto il nostro movimento la conoscenza della sua storia all’interno del panorama associativo italiano ed europeo. Per questo motivo proponiamo alcuni scritti “storici”, utili a noi tutti per conoscere le radici ed il percorso di Cittadinanzattiva. L’obiettivo, tuttavia, non è solo questo. Abbiamo pensato che il nostro Paese ha un bisogno particolarmente urgente e pressante dell’aiuto, del pensiero ma anche dell’azione civica dei suoi cittadini. E’ infatti di fronte a ciascuno di noi uno scenario veramente desolante, ma anche rischioso e indicativo di una brutta china della nostra democrazia, con evidente e chiara incapacità della “politica”, da sola (mi riferisco agli agglomerati umani e di sigle) che hanno, in maniera impropria se riferita alle politiche europee e mondiali, ma anche rispetto al nostro stesso dettato costituzionale, oltrepassato il limite del riconoscimento da parte dei cittadini. Ci dispiace dover affermare questo, ma siamo sempre più convinti che la “politica” (almeno quella che è dato conoscere e osservare) da sola non ce la farà a portare fuori dalla palude il confronto civile e democratico nel Paese. Sono in pericolo le stesse certezze che vengono da posizioni e assunti riferiti a movimenti storici o nuovi, perché anche questi appaiono incerti, deboli, cangianti da un momento all’altro. Cambiano gli uomini (e le donne), cambiano le idee e la forza che queste rappresentano sul piano dell’azione politica, cambiano gli stessi scenari con grande disappunto e amarezza del popolo italiano. Si unisce a ciò anche un forte richiamo che proviene da tante parti, dal mondo della cultura in primis, ma anche da coloro che non rinunciano alla propria condizione di impegno positivo, di lavoro, di ricerca, di capacità di “fare impresa”, sostenere, avvalorare quanto di buono ed efficace rimane e potenzialmente da poter esprimere. Esiste ancora, diffusa, la voglia di una nuova ripartenza: è già avvenuto in passato, nel dopoguerra, negli anni sessanta per le scelte europee, negli anni della grave contrapposizione politica che sfociò nel rischio grave dell’eversione, nella rinascita dopo la caduta del muro di Berlino. E ancora con il processo di innovazione e ricomposizione della politica attorno all’idea della creazione di due blocchi politici, con l’esigenza di uno snellimento (dimagrimento …) di quell’apparato (la politica italiana di oggi) che è diventato un grande pachiderma ingombrante, con mille parlamentari nazionali, quasi millecinquecento consiglieri/deputati regionali, con migliaia e migliaia consiglieri provinciali (in Sicilia avevano pure provato a diventare “Province regionali” e loro stessi, i consiglieri, ad essere appellati … “Onorevoli” (come nei film storici del lungimirante Totò (A. de Curtis).

Ma torniamo a Cittadinanzattiva: una storia da conoscere, da condividere, da sostenere, da “interpretare”, come dire: “Gli attori siamo noi”. Nasce da qui la proposta di riscoprire percorsi, scritti, idee, azioni civiche esemplari per rendere sempre più incisiva, oggi, l’azione del nostro movimento. In Sicilia, in particolare, siamo chiamati ad essere più presenti e a valutare, di volta in volta e su questioni specifiche, quale possa essere la nostra posizione più opportuna. Le istituzioni siciliane sono in stato di evidente sofferenza ed il confronto politico esprime solo posizioni singole e interpretazioni “cangianti” e sconcertanti di movimenti, partiti, realtà espressive di agglomerazioni di sigle che nascono e scompaiono. Iniziamo così con questo scritto di Giovanni Moro, datato 2004, sulle “condizioni” per un percorso comune, condiviso con l’Europa. Dopo la lettura può nascere un dibattito che sarà puntualmente ripreso sul nostro profilo di Facebook. Dibattito aperto agli iscritti di Cittadinanzattiva, ai simpatizzanti, ai tanti amici che abbiamo conosciuto per strada, nei diversi percorsi dell’impegno civico. East, 1/2004, pp. 46-51. La cittadinanza, si sa, ha molte funzioni; ma quella forse più importante, e probabilmente originaria, è stabilire “chi sta dentro” e “chi sta fuori” da una comunità e dalle sue istituzioni. La cittadinanza è, in altre parole, un meccanismo di inclusione e di esclusione. Diversi fenomeni che hanno attraversato il pianeta negli ultimi decenni, primo tra tutti i flussi migratori (che l’hanno attraversato anche in senso fisico), hanno minacciato e minacciano di inceppare questo meccanismo. Di conseguenza, un po’ ovunque è in corso un processo di ripensamento e di riforma dei criteri di definizione e di concessione della cittadinanza per renderli pertinenti con la nuova realtà. Continua: http://www.giovannimoro.info/documenti/g.moro%20east%201%2004.pdf