Comunicato Stampa del Tribunale del Malato/CittadinanzAttiva di Acireale

Comunicato Stampa del Tribunale del Malato/CittadinanzAttiva di Acireale

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stampaPREMESSA al documento del TDM di CittadinanzAttiva e SIMEU sul monitoraggio civico dei PS: 

“(…) Le informazioni contenute in questo documento, pertanto, non possono e non devono essere considerate come rappresentative di malfunzionamenti nelle strutture italiane di emergenza-urgenza, ma piuttosto come indicatori, elementi, questioni o situazioni “importanti” dal punto di vista dei cittadini, utili ad offrire ad istituzioni, decisori ed amministratori uno strumento di ri-orientamento delle politiche, volto ad una migliore efficienza dei servizi”.  (rilevazione tra il 16 Maggio al 30 Novembre 2015)

Alcune doverose considerazioni per inquadrare correttamente i dati rilevati nel PO S. Marta e S. Venera di Acireale. Il monitoraggio del TDM/CittadinanzAttiva e SIMEU è stato effettuato a ridosso della chiusura del PS di Giarre. Tutti ricordiamo questa lunga fase di assestamento, molto concitata, che, con diversi interventi, abbiamo denunciato ai vertici dell’ASP3 di CT, all’Ass. regionale Gucciardi, al Ministro della salute Lorenzin. Il provocatorio titolo di uno di questi era “Il PS di Acireale muore per eccesso di salute!”. A questo proposito dobbiamo ringraziare i vertici dell’ASP di Catania e il  DS dell’Ospedale per avere avuto il “coraggio” di fare svolgere il Monitoraggio civico  del TDM e della SIMEU, dimostrando ancora una volta che la fiducia, conquistata nel corso degli anni, ha basi solide e che tutti i nostri interventi hanno mirato solo a migliorare le condizioni di coloro che soffrono nella malattia. Tutto ciò non è stato vano, anzi si è lavorato, nel corso di quest’anno,  portando alcuni sostanziali miglioramenti, sia logistici (nuova camera isolata per i codici rossi, nuove installazioni fisse di separé per migliorare la privacy, la sistemazione definitiva dello schermo in sala d’attesa, l’isolamento del quartiere operativo del PS, la sistemazione della “camera calda” all’ingresso..), sia nel personale (l’aumento del numero di infermieri e di medici, un migliore utilizzo del personale parasanitario di supporto, la stabilizzazione del “medico in OBI”..). Non siamo ancora all’ottimo (numeri dell’Atto di Indirizzo e tempi di attesa rientranti nella media nazionale), e forse mai lo raggiungeremo, data la precaria situazione della rete della emergenza/urgenza in Sicilia, il sottostimato numero di letti in OBI ( solo otto) a fronte di quasi 36 mila accessi annui, la difficoltà dei ricoveri,  e, il sempre in agguato, “errore umano”, ma, sicuramente,  non siamo più nella fase di caotica emergenza che il Monitoraggio ha  evidenziato.

Il caso eclatante che nei titoli la stampa sottolineava (la lunghissima attesa di una persona in OBI prima di essere ricoverata) è solo il caso limite, non certo la media dei tempi di attesa di ricovero. Giacché si verifica anche che molti rifiutano il trasferimento volontario in altre strutture ospedaliere, sottoponendosi a lunghe attese in OBI, perché preferiscono, per motivi vari, non ultima la riconosciuta professionalità in tante U.O., il ricovero nell’Ospedale di Acireale. Quindi, malgrado la forzatura nei titoli dei giornali, non solo locali, pensiamo che lo spirito di reciproca collaborazione per trovare un ri-orientamento nelle politiche dei servizi dell’emergenza, auspicato nelle finalità del Monitoraggio nazionale, ad Acireale si stia sicuramente realizzando.

 Carmelo Musmeci – Coordinatore del Tribunale del Malato di CittadinanzAttiva – A. T. Acireale

Giuseppe Greco – Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Sicilia Onlus

Acireale, 8 Ottobre 2016