Archivio per la categoria ‘Consumatori’

MARETTIMO. L’appello lanciato nei giorni scorsi dal consigliere Pd Vito Vaccaro e giunto all’attenzione dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha visto l’intervento del direttore generale Asp Fabrizio De Nicola. Marettimo avrà il numero di medici che serve nel periodo estivo per fronteggiare eventuali emergenze. Il nodo centrale è l’impossibilità dell’uso notturno dell’elisoccorso per via della pista non abilitata nelle ore serali e notturne. Questo comporta in caso di emergenza il trasporto via mare del paziente, ma spessoo accade che i mezzi usati siano privi della necessaria assistenza medica, e se il medico di turno deve andare via, l’isola ne rimane priva. Per evitare questo stato di cose il manager Asp non solo ha autorizzato anche l’operatività notturna del battello pneumatico «Egadi Soccorso», provvisto di medico, ma ha ottenuto dall’assessorato regionale della Salute l’istituzione, fino al 31 agosto, di una pronta disponibilità notturna tra i medici della Guardia Medica Turistica di Marettimo. Ciò consentirà, nei casi di emergenza, di non sguarnire di sanitari la locale Guardia Medica Permanante e di garantire al contempo la presenza di un medico a bordo dell’eventuale mezzo navale di soccorso. Ma come si diceva al fine inoltre di migliorare ulteriormente l’operatività sull’intero arcipelago delle Isole Egadi del Pte (Presidio Territoriale di Emergenza) di Favignana. Il direttore generale Asp, Fabrizio De Nicola, ha autorizzato la pronta disponibilità anche nelle ore notturne del battello pneumatico «Egadi Soccorso» che interverrà secondo le indicazioni della centrale operativa del 118. «Quello che è stato deciso – dice il sindaco delle Egadi Antinoro – riveste un’importanza eccezionale per tutto l’arcipelago delle Egadi e sopra tutto per Marettimo appunto perchè copre con altro medico eventuali emergenze notturne».


Si svolgerà a Catania il 17 giugno alle ore 10.30 (Centro Congressi ISPASA, Corso Italia 104)  l’evento conclusivo del progetto PIT di Cittadinanzattiva, intitolato “La tutela integrata dei diritti in Sicilia”, realizzato nell’ambito del programma generale di intervento della Regione Siciliana, Anno 2009/2010, che ha previsto come principale obiettivo l’attivazione di dieci sportelli PiT (Piano integrati di tutela) distribuiti su tutte le province siciliane, attraverso i quali poter offrire un servizio gratuito di consulenza, assistenza, intervento ed informazione accessibile a tutti i cittadini e soprattutto a quelle che sono considerate fasce di popolazione a rischio di esclusione sociale e/o in difficoltà economica: famiglie a basso reddito; cittadini a bassa istruzione; cittadini con più di 65 anni; disoccupati; anziani; malati cronici; disabili; immigrati regolari.       (LEGGI REPOR FINALE, PROGRAMMA, e dimostrativo in powerpoint curato da Anna Orofino, coordinatrice del progetto).

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Luigi Anile, Sicilia. Scade il 6 giugno p.v. il termine per l’ammissione dei seguenti enti  a far parte dei Comitati consultivi Aziendali (previsti dall’art. 9 della legge 14.4.2009 n. 5 di riordino del Servizio sanitario regionale): organizzazioni e associazioni no profit e/o organismi di volontariato ai sensi della legge 266/91  e l.r. 22/94 ovvero di tutela  dei diritti  degli utenti  del settore  sanitario e socio sanitario  o organizzazioni  e associazioni rappresentative  degli operatori del settore sanitario e socio-sanitario. I Comitati consultivi sopra richiamati sono disciplinati nella loro modalità di costituzione, funzionamento, organizzazione, attribuzioni,  compiti, articolazioni  e composizione  dal Decreto  Assessoriale  15.4.2010 pubblicato sulla GURS n.22 del 7.5.2010. Questi organismi prendono il posto dei Comitati di partecipazione e vigilanza previsti dalla legge 3.11.1993 n. 30,  operanti nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere con funzione consultiva e di proposta in merito all’organizzazione  dei servizi  sanitari, con particolare riguardo  alla accessibilità, agli orari di funzionamento  ed all’organizzazione funzionale. Tali comitati devono armai  ritenersi superati , meglio abrogati.

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Cari amici, siamo al paradosso. Il Pronto Soccorso del P.O. di Lipari, è rimasto senza medici: abbiamo appena appreso da alcuni medici del Presidio, che sono stati precettati, perchè non ci sono Medici disponibili, e quindi a turno tutti i reparti devono prestare i propri medici per tale servizio. Ciò accade perchè alcuni sono in malattia, e comunque non vengono assegnati Medici dalla Direzione Generale,Direzione Amministrativa e Direzione Sanitaria, perchè??. Non sappiamo ancora se esistano le condizioni per denunziare tali fatti alla Procura della Repubblica di competenza per interruzione di pubblico sercizio, comunque cari amici noi vigileremo all’evolversi di tale situazioni e vi terremo al corrente. Ciao a tutti da Lipari. Benedetto Marcello Tedros


L’Avulss e Cittadinanzattiva-T.D.M. P.D.C. comunicano di avere aderito alla campagna nazionale “L’ACQUA NON SI VENDE” che si prefigge di raccogliere le firme  utili all’abrogazione dei tre articoli di legge che prevedono la privatizzazione dell’acqua. I due sodalizi hanno aderito a questa importante campagna civile per difendere le classi più deboli  dalla privatizzazione di un elemento vitale come l’acqua, privatizzazione che ne comporterà sicuramente un aumento del prezzo. Oltre alle altre iniziative che si svolgeranno nel centro urbano di Sciacca si è programmato  di effettuare la raccolta delle firme all’interno dell’Ospedale “Giovanni Paolo  II” nella mattinata  del 31 maggio p.v., con due banchetti predisposti uno presso il CUP e un’altro all’ingresso dell’Ospedale, dalle ore 9.00 alle ore 12.00. Tale iniziativa è tesa ad agevolare tutti i sanitari, e coloro che operano all’interno della struttura, a poter accedere agevolmente ai banchetti per la raccolta delle firme. Il comitato Organizzatore


Il 29 maggio 2010, si è costituita la nuova Assemblea territoriale di Cittadinanzattiva di Marsala”, con l’elezione a coordinatore di Giovanni Pugliese. Davanti ad una numerosa presenza di aderenti a Cittadinanzattiva, Pino Roccaro, coordinatore regionale della rete del TDM, che presiedeva i lavori dell’assemblea, ha illustrato  le finalità del nostro movimento, le reti che la costituiscono e relative aree d’interesse. Ha fatto seguito un interessante dibattito, prima di passare alla presentazione del candidato e della successiva ed elezione, espressa all’unanimità dei presenti. Si è proceduto anche all’elezione del nuovo coordinatore della sezione del TDM di Marsala. E’ risultata eletta con la totalità dei consensi da parte del volontariato che da circa un hanno ha operato nella sezione, con sede presso il locale ospedale, la signora Annalisa Pocarobba. Sono intervenuti, tra gli altri, il Coordinatore provinciale del TDM di Trapani, Gaspare Mangiapane e il Coordinatore dell’assemblea di Trapani, prof. Luigi Consiglio.


CITTADINANZATTIVA SICILIA ONLUS – E’ un impegno importante per tutti i CITTADINI ATTIVI che sostengono CITTADINANZATTIVA SICILIA ONLUS. Scrivi nell’apposito spazio del modello per la dichiarazione dei redditi 2009 il CF di Cittadinanzattiva Sicilia Onlus: 92007480897

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Quella che viene qui illustrata costituisce la X Relazione annuale del PiT Servizi, cioè del progetto integrato di tutela dei diritti dei cittadini consumatori nei servizi di pubblica utilità. Il PiT Servizi è nato nel 1998/1999, su iniziativa della rete dei Procuratori dei cittadini di Cittadinanzattiva, grazie al patrocinio ed al sostegno della Commissione Europea DG Sanco – Tutela dei Consumatori.   Le segnalazioni dei cittadini, che sono alla base di questo lavoro, sono state raccolte dalla sala operativa centrale del servizio e dalle sedi locali dislocate sul territorio nazionale. Le informazioni ed i dati raccolti sono stati inseriti in un unico data-base, sono stati poi elaborati e posti alla base di un’analisi e di una interpretazione da cui sono sfociate, secondo la consuetudine di Cittadinanzattiva, oltre all’indicazione dei principali punti critici del rapporto tra servizi di pubblica utilità e cittadini consumatori, le proposte ed i suggerimenti per avviarli a soluzione. Il senso della Relazione annuale in fondo è proprio questo: rendere conto del lavoro svolto in un anno di attività e formulare linee d’intervento future per i diversi interlocutori oltre che per lo stesso Movimento. È del tutto evidente che la relazione esprime un punto di vista di parte, quello dei cittadini-consumatori. Essa non ha alcuna pretesa di esaustività ma richiama con forza la necessità di ripartire da questo punto di vista per porre rimedio a carenze, limiti, ingiustizie e inefficienze che in realtà finiscono poi per gravare sul nostro paese nel suo complesso. È opportuno sottolineare che i dati che saranno presentati, pur non avendo alcuna rilevanza da un punto di vista statistico, consentono però di registrare una serie di segnali, spie o indicatori delle più rilevanti situazioni critiche che affrontano i consumatori quando entrano in contatto con i servizi di pubblica utilità. La X Relazione PiT Servizi si inserisce in un contesto storico, culturale e sociale profondamente influenzato dalla crisi economica mondiale che, nel corso del 2009 e nei primi mesi del 2010, ha posto l’Europa, dopo l’America, di fronte alla necessità di affrontare scelte importanti; la crisi greca ne è l’esempio più eclatante. Nell’analizzare i dati si dovrà necessariamente tener conto del contesto nel quale le segnalazioni dei cittadini sono maturate. La X Relazione PiT Servizi coincide con i dieci anni di attività del PiT Servizi ed offre l’occasione per fare un bilancio di dieci anni di attività sul versante consumerista. Cosa è stato fatto? Sicuramente sempre troppo poco rispetto a quanto occorre fare. Di certo gli ultimi dieci anni sono stati anni di intensa attività, caratterizzati – in Europa come in Italia – da alti e bassi nelle politiche dei consumatori e nelle loro forme di tutela. Dieci anni che hanno visto, comunque, il crescente accreditamento delle Associazioni dei consumatori in qualità di soggetti protagonisti della società civile, interlocutori non solo nei confronti dei cittadini ma anche delle Istituzioni, degli operatori del mercato e delle Autorità di regolamentazione. Sul versante delle segnalazioni, invece, il dato di fondo, comune a tutti i settori, che ci conferma che nel nostro Paese qualcosa non funziona nella Pubblica Amministrazione e nei servizi pubblici di uso quotidiano (dai trasporti alle utenze domestiche alle telecomunicazioni, per non parlare di banche, uffici postali e assicurazioni), è l’alta percentuale di disservizi che si ripetono allo stesso modo ogni anno. Basti pensare alla difficoltà riscontrata dagli utenti quando devono cambiare gestore (più evidente nell’ambito delle telecomunicazioni, dell’energia, delle banche e delle assicurazioni) che si trovano alle prese con ritardi, interruzioni del servizio ed “ostaggi” delle società che erogano i servizi. Anche nell’ambito della pubblica amministrazione e dei servizi locali passando in rassegna i fotogrammi degli ultimi dieci anni ci sembra un film già visto: inadempienze degli uffici, inaccessibilità delle informazioni, ritardi “cronici” e assenza di trasparenza. La Relazione si apre con una introduzione ed un quadro degli ultimi dieci anni nell’ambito delle politiche dei consumatori. La prima parte è dedicata all’approfondimento delle forme di tutela messe in atto e sperimentate attraverso l’attivismo civico. La seconda parte si compone di due capitoli. Nel primo capitolo sono presentati i dati generali relativi ai settori di pubblica utilità, viene fornita una chiave di lettura trasversale dei servizi partendo dalle violazioni dei dieci diritti fondamentali del cittadino consumatore che Cittadinanzattiva ha elencato nella Carta dei diritti2. Il secondo capitolo è un bilancio delle conciliazioni paritetiche. La terza parte è dedicata all’analisi specifica degli ambiti dei servizi di pubblica utilità, in cui opera Cittadinanzattiva con i suoi Procuratori dei cittadini tramite il PiT Servizi, ed è suddivisa in nove capitoli: telecomunicazioni, pubblica amministrazione, servizi pubblici locali, servizi bancari e finanziari, energia, servizi postali, beni e contratti, trasporti, servizi assicurativi.

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Per il terzo anno, Cittadinanzattiva ha condotto un’indagine sui costi che i cittadini sostengono  per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu e Tia).  Come per i dossier su asili nido, acqua, etc., anche questo in tema di rifiuti presenta una panoramica completa di tutti i capoluoghi di provincia italiani, e prende come riferimento i costi sostenuti da una famiglia tipo. Ne esce una classifica di dove il servizio costa di più. Questi dati poi li abbiamo incrociati con dati relativi alla raccolta differenziata. Il risultato? Il più delle volte il servizio di smaltimento rifiuti meno funziona e più lo si paga. I dati salienti sono usciti in esclusiva sul settimanale “Panorama”.   Rifiuti a peso d’oro: In Sicilia, la spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani è di 281€, con un incremento del 3,3% rispetto all’ultimo anno. Il risultato è che in Sicilia si paga ben 58€ in più rispetto alla media nazionale, pari a 223€.

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 PALERMO. Il parere dell’Avvocatura dello Stato di Palermo arrivò sul tavolo dell’assessore alla Sanità Massimo Russo il 6 agosto del 2009. Nonostante il gran caldo estivo ebbe l’effetto di una doccia fredda. «La Regione deve pagare i 50 milioni di euro che la Croce rossa deve corrispondere per lo straordinario svolto dagli autisti soccorritori del 118 che gestisce attraverso la Sise spa. Il ricorso al lavoro straordinario è strutturale: l’Assessorato per evitare il perpetuarsi di situazioni ambigue e patologiche individui soluzioni idonee». I 3100 autisti soccorritori (3360 sono i dipendenti della Sise spa), infatti, erano part-time ma il loro monte orario complessivo non bastava a tenere attive 24 ore al giorno, come chiedeva l’assessorato, tutte le 256 ambulanze dislocate sul territorio regionale. “Soluzioni idonee”, come suggerì l’Avvocatura, però non ne se ne sono mai trovate. «Bastava aumentare l’orario di lavoro ordinario che peraltro costa di meno di quello straordinario», dice Michele Salamone, segretario del sindacato Fials. Non fu fatto prima dai predecessori di Russo. Non lo ha fatto l’ex magistrato. Che da mesi invece, annuncia e minaccia: «Il 118 passerà ad una nuova società. Tutti i lavoratori verranno assorbiti ma solo se rinunceranno a quanto hanno maturato di straordinario (in media 10mila euro a testa, ndr)». Il primo gennaio del 2010 è stata costituita la Sues spa, società interamente partecipata dalla Regione, con il compito di gestire in sostituzione della Sise spa, il 118. Il 15 marzo 2010 le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’accordo che accetta i voleri dell’assessorato. «E’ un ricatto. L’accordo non è valido. Le organizzazioni sindacali non possono disporre di diritti dei lavoratori che hanno già ottenuto sulla questione sentenze favorevoli da parte dei giudici», afferma Michele Palazzotto, segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil, unico sindacato a non firmare l’accordo. I lavoratori secondo l’accordo verranno messi in mobilità e poi assorbiti dalla nuova società passando a tempo pieno. «Il passaggio del 118 alla nuova società avverrà il primo maggio» annuncia Dino Alagna, il responsabile del Servizio Emergenza della Regione, impegnato da mesi a far partire il nuovo corso. «L’assessorato si sta dimostrando completamente incapace ed inadeguato a governare questa vicenda», tuona Michele Palazzotto. «E’ l’ennesima proroga continua – il sindacalista – Nonostante l’arroganza dell’assessore sul passaggio dal vecchio al nuovo regna la più completa confusione». Per Michele Palazzotto, invece, non c’è nulla di illegale nel fatto che i lavoratori della Sise spa, che non hanno mai fatto un vero e proprio concorso pubblico, passino automaticamente e direttamente alla Sues spa, società interamente pubblica: «In Sicilia lo si è fatto per tutte le partecipate».
L’EREDITA’ SCOMODA. Il vecchio che ancora vecchio non è ha lasciato in eredità un duro conflitto tra la Croce rossa italiana e la Regione Sicilia. Il 9 dicembre del 2009, Francesco Rocca, il commissario della Croce Rossa Italia, che per favorire i rapporti aveva esautorato dai vertici della Croce Rossa regionale e della Sise spa, Francesco Stagno D’Alcontres, accusato di un’allegra e personalistica gestione, scrisse all’assessore Russo una nota durissima: «La Regione ha 80 milioni di euro (50 milioni per straordinario da corrispondere agli autisti) di debiti nei nostri confronti. La Sise spa rischia il fallimento. Se non li paga non daremo i ponti radio, indispensabili per il 118».
Altrettanto dura fu la risposta di Russo: «Abbiamo già concordato che pagheremo. Sconcerta che la Croce rossa faccia queste minacce. Anche perchè i ponti radio sono stati costruiti grazie ai fondi regionali», ha scritto l’assessore il 16 dicembre. A stretto giro di posta la replica di Rocca: «Nonostante la nostra disponibilità non ci è pervenuto neanche un segno tangibile della volontà della buona volontà della Regione. Eppure abbiamo integralmente i nominativi degli organi di vertice della Sise proposti dalla Regione».

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Trasparenza degli uffici pubblici; servizi innovativi e di qualità; partecipazione e controllo civico delle istituzioni democratiche. In vista delle imminenti elezioni regionali, sono queste le priorità individuate da Cittadinanzattiva per dare nuovo impulso alle politiche dei consumatori a livello regionale.
“Il gruppo dirigente che verrà premiato alle urne”, commenta il vicesegretario generale di  Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso “avrà l’opportunità di connotare la nuova legislatura con indirizzi concreti a favore di politiche pubbliche capaci di mettere al centro le esigenze dei cittadini-consumatori. A loro chiediamo pertanto di declinare in modo efficace i temi della trasparenza, della partecipazione e della qualità dei servizi, avendo ben presenti le urgenze delle singole regioni”

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Molti affittuari, che lamentavano che l’IACP di Messina non aveva fatto sottoscrivere il contratto di vendita delle case da loro abitate, nonostante avessero effettuato tutti i necessari versamenti per il riscatto da oltre dieci anni, sono stati ricevuti dai Procuratori dei Cittadini di Cittadinanzattiva. Nella stessa occasione hanno anche fatto presente di aver ricevuto, in questi ultimi giorni, da parte del Comune di Messina ingiunzione a pagare gli ultimi cinque anni di fitto a pena di sfratto, che molti, che vivono con la sola pensione sociale, sarebbero costretti a subire, non essendo in grado di onorare tale richiesta. Peraltro, per molti, tale ingiunzione ha sostituito la comunicazione, obbligatoria, che la gestione delle case che abitavano era stata trasferita dall’IACP al Comune.

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Carissimo Segretario, nei giorni scorsi sono riuscito ad evitare un autentico scempio da parte di ANAS S.p.A.. Infatti, mi sono accorto che tale Ente, tramite una Ditta incaricata, oltre a potare aveva iniziato a tagliere alberi (dalla base del tronco) creando così una situazione di pericolo per possibilità di frane e smottamenti del terreno. Immediatamente ho chiesto un intervento urgente da parte del Sindaco del Responsabil dell’Area Gestione del Territorio del Comune di Novara di Sicilia dato che, tra l’altro, l’intero territorio comunale è sottoposto a vincolo paesistico e a vincolo idrogeologico. Ho inviato anche un fax al Corpo Forestale di Barcellona P.G.. Infine, ho inoltrato una diffida all’ANAS di Misterbianco, competente per il territorio della Sicilia orientale. Ho, quindi, ottenuto il risultato di impedire il taglio di alberi. Nei giorni successivi, l’ANAS si è limitata ad effettuare una semplice e necessaria potatura … Ti invio, pertanto, in allegato, le comunicazioni da me effettuate agli organi citati. Se vorrai, si potrà pubblicare la notizia sul nostro sito. Grazie. / Scarica documenti:  taglioalberianas

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