Luigi Anile, Sicilia.
Scade il 6 giugno p.v. il termine per l’ammissione dei seguenti enti a far parte dei Comitati consultivi Aziendali (previsti dall’art. 9 della legge 14.4.2009 n. 5 di riordino del Servizio sanitario regionale): organizzazioni e associazioni no profit e/o organismi di volontariato ai sensi della legge 266/91 e l.r. 22/94 ovvero di tutela dei diritti degli utenti del settore sanitario e socio sanitario o organizzazioni e associazioni rappresentative degli operatori del settore sanitario e socio-sanitario. I Comitati consultivi sopra richiamati sono disciplinati nella loro modalità di costituzione, funzionamento, organizzazione, attribuzioni, compiti, articolazioni e composizione dal Decreto Assessoriale 15.4.2010 pubblicato sulla GURS n.22 del 7.5.2010. Questi organismi prendono il posto dei Comitati di partecipazione e vigilanza previsti dalla legge 3.11.1993 n. 30, operanti nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere con funzione consultiva e di proposta in merito all’organizzazione dei servizi sanitari, con particolare riguardo alla accessibilità, agli orari di funzionamento ed all’organizzazione funzionale. Tali comitati devono armai ritenersi superati , meglio abrogati.
L’abrogazione non è però prevista espressamente dalla legge 5/09 né dal Decreto Assessoriale sopra richiamato ma deve ritenersi sancita implicitamente stante l’incompatibilità della nuova normativa che regolamenta, integra e completa quella della legge 30/1993; diversamente si avrebbero doppi Comitati che in parte interverrebbero nella medesima materia. Meglio comunque sarebbe stato prevedere una abrogazione esplicita che avrebbe eliminato ogni questione interpretativa, del tutto comunque insostenibile.
Venendo al merito del nuovo quadro normativo Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato non può che esprimere ampio compiacimento, perché finalmente si è data attuazione a quanto previsto dall’art. 12 del D. Lgs 229 del 1999 (riforma sanitaria quater). Sono passati dieci anni perché la Regione Sicilia desse attuazione a quell’art. 12 su cui la nostra organizzazione anni fa non ha mancato di approntare e proporre al Parlamento siciliano apposito disegno di legge rimasto purtroppo senza esito.
Oggi possiamo dire che, pur con le contestazioni, a volte ingiuste, la riforma sanitaria Russo – Lombardo, ha veramente scelto con coraggio e serietà la centralità dei cittadini nel sistema sanitario, riconoscendo loro partecipazione e quindi spazi alla consultazione civica con l’istituzione della Consulta regionale di sanità e dei Comitati consultivi aziendali.
I Comitati consultivi unitamente ad altri istituti di partecipazione e vigilanza quali il Comitato per il buon uso del sangue, le Commissioni di vigilanza vitto nei presidi ospedalieri, i Comitati etici, i Comitati tecnici provinciali per le attività di nefrologia e dialisi, sono strumenti importanti e strategici nella gestione civica dei servizi sanitari.
Un breve esame delle attività e compiti dei Comitati consultivi previsti all’art. 2 del Decreto danno contezza della rilevante importanza degli atti di competenza che potrebbero incidere nella programmazione dell’Azienda, nella elaborazione dei piani di educazione sanitaria, nella verifica della funzionalità dei servizi aziendali e nella rispondenza alle finalità del servizio sanitario regionale ed agli obiettivi dei piani sanitari nazionali e regionali.
I Comitati svolgono fondamentalmente una attività di consulenza nella specifica forma della formulazione di pareri che, anche se non vincolanti, sono comunque obbligatori e pertanto si inseriscono ai fini della legittimità nei procedimenti di formazione degli atti aziendali.
Va sottolineato che seppure i pareri degli speciali Comitati non sono vincolanti, essi vanno valutati col massima scrupolo ed attenzione da parte delle Direzioni aziendali, dando adeguata motivazione ove tali Direzioni si dovessero discostare da quei pareri. Un valore quindi non indifferente all’attività di consulenza, alla quale poi va sommata quella di analisi di dati forniti dall’Ufficio qualità e URP di proposta e progettazione nel campo del miglioramento ed umanizzazione dei rapporti tra utenti e servizi sanitari, ecc.
Con riferimento alle organizzazioni ed associazioni che faranno parte dei Comitati in parola ritengo, prima di concludere, sottolineare tre aspetti:
- il primo riguarda la responsabilità che ogni organizzazione o associazione si assume facendo parte del Comitato, in quanto deve svolgere il proprio lavoro con correttezza e puntualità; nel passato non sono state rare le riunioni dei Comitati di partecipazione e vigilanza andate deserte per mancanza del numero legale;
- il secondo riguarda la consapevolezza che gli enti che faranno parte dei Comitati, per quanto possibile, devono spogliarsi dal perseguire interessi di parte, cercando di convogliare tali interessi in quello generale del bene salute da garantire indistintamente a tutti i cittadini.
- il terzo infine riguarda i candidati a Presidente e Vice Presidente dei Comitati, che la candidatura sia supportata non da mire di poteri o prestigio, ma da autentico spirito di servizio, nella consapevolezza che si deve lavorare sodo se si vuole raccogliere qualche risultato.
A questo punto una chiusura augurale è d’obbligo:Benvenuti Comitati consultivi Aziendali!
Luigi Anile
Coord. Prov.le Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato Catania




