Quando la notizia è di una tristezza infinita e l’amore più grande, quello di un genitore per la propria bambina, viene gridato su Facebook e subito rilanciato da migliaia e migliaia di persone con le aggiunte parole di aiuto, di solidarietà e vicinanza umana vuol dire che è tempo di fermarsi a pensare, tutti e ciascuno, almeno per un attimo. Tutto è avvenuto nel tempo di un alito di vento, e la piccola Lulùbella, figlia del cantautore Niccolo Fabi, è morta, ad appena due anni, e non si può fare più niente. Lo ha annunciato su Facebook, semplicemente, a nome suo e di sua moglie: “amici…..vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere………questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell’esperienza più inaccettabile, orrida, ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere. Inutile dirvi che fino a quando non avrò trovato un modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l’ultimo posto in cui desidero stare … so di poter contare sulla vostra sensibilità e sull’amore che mai come adesso è l’unico strumento che merita di essere suonato … un abbraccio che contiene tutto …”. Queste parole mi fanno riflettere e mi fanno pensare a Cittadinanzattiva, al nostro impegno per la salute e la prevenzione, ai mille e mille volontari che anche in questo momento sono sparsi sui luoghi di sanità con un impegno costante e unico. Le parole di Fabi sono anche per noi e per la nostra azione civica. Per quanto ci riguarda continueremo con maggior vigore a sostegno dell’affermazione della prevenzione e di politiche vacciniche uniformi e di uguale intensità in tutte le regioni italiane, cosa che attualmente, purtroppo non è, come si coglie dalla sintetica TABELLA n. 1, che starà alla base del prossimo convegno di Dicembre a Catania … LA VACCINAZIONE ANTIMENINGOCOCCICA DI TIPO C. I PIANI REGIONALI
«A causa di sopraggiunti problemi familiari i concerti di Niccolò Fabi previsti fino al 10 luglio sono annullati». Segue l’elenco delle date. Lo comunica il sito ufficiale del cantautore romano. Che è successo? Per saperlo, si deve andare sul profilo Facebook del titolare. «Amici – leggiamo – vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere. Questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia».
Un sussurro pronunciato con la voce rotta dal dolore può far parte del cinico calderone informatico? La morte di una bimba è materia per social forum? Certe domande hanno senso soltanto se restano senza risposta, lì a sciogliersi come neve al sole. E del resto la risposta sarebbe offensiva per tutti: per chi la dà e per chi la riceve. Sarebbe un’esibizione di moralismo pagato un tot a riga. E il nostro piccolo orgoglio di cui immodestamente siamo fieri ci permette, in queste ore, di non andare a leggere i messaggi di condoglianze. Sarebbe come seguire un funerale con in mano penna e taccuino per documentare una lacrima, un gesto di rabbia, un abbraccio struggente, una bestemmia. È Internet, bellezza, e tu non puoi farci niente.
«Con grande allegria ed emozione vi informo che di recente sono diventato papà di un bimbo». Come? Chi ha parlato? C’è stata un’interferenza? Proprio così, è l’altro papà che parla, il famoso «cri». Lo fa anch’egli su Facebook. E anche su Twitter. Pare che un sito ufficiale del prode pedatore Cristiano Ronaldo non esista, quindi in materia è tutto ufficioso, aleatorio, gossipabile. La madre preferisce restare anonima, fa sapere l’ex (?) playboy portoghese, «e il bimbo è sotto la mia tutela esclusiva». Che cos’è? Un’esultanza composta, senza togliersi la maglia per arringare la folla dei tifosi virtuali? Oppure il sopravvalutato eroe madridista ha capito che gli avvocati sono più scaltri dei terzini e non abboccherebbero alle sue finte di corpo? A queste domande sarebbe normale rispondere con discorsi da bar, ma, anche qui, non è il caso. C’è una vita nuova, un fiore che spunta fra l’erba dell’area di rigore: non calpestiamola con le scarpe del pettegolezzo. È Internet, bellezza, e tu non puoi farci niente.
I concerti di Niccolò e le partite di Cristiano, due padri famosi e dal diverso destino, sono quasi nulla di fronte ai sentimenti che ora li hanno rapiti. Ma prima o poi la musica e il pallone torneranno a bussare alle loro porte, esigendo una prova d’amore. È facile augurare a Cristiano che il suo pargolo lo renda meno sbruffone e più altruista. È difficile dire qualcosa a Niccolò. Speriamo solo che, fra qualche anno, possa dar ragione a Thomas Mann: «Le opere di valore nascono solo sotto il premere di una vita cattiva».
Da Youtube, “Solo un uomo”, un brano musicale di Niccolo Fabi;




