Intervento di Giuseppe Pracanica, presidente di Cittadinanzattiva Sicilia, su Consorzio Autostrade Siciliane...

Intervento di Giuseppe Pracanica, presidente di Cittadinanzattiva Sicilia, su Consorzio Autostrade Siciliane (CAS)

CONDIVIDI

Il presidente regionale di Cittadinanzattiva condivide l’iniziativa assunta dal Governo Crocetta di verificare la situazione tecnico-amministrativa del Cas, ma ritiene tale iniziativa assolutamente insufficiente, anche a fronte della gravissima emergenza finanziaria che attanaglia la Sicilia. La Regione Siciliana creando il CAS ha tradito sia lo spirito che la lettera dello Statuto Speciale, ed ha posto a carico dei contribuenti siciliani  un enorme onere finanziario per realizzare e gestire direttamente grandi opere pubbliche, quali sono senz’altro le autostrade, e questo nonostante lo Statuto le ponesse a carico dello Stato (art. 14, – lett. g) -, lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse nazionale). Inspiegabile appare pertanto l’atteggiamento del Governo Lombardo che, motivandolo con una presunta difesa degli interessi siciliani (di quali siciliani?), si è opposto al Decreto Interministeriale del 5.7.2010 che dichiarava il Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) decaduto dalla concessione di costruzione e esercizio delle autostrade regionali conferitagli con convenzione unica del 27 novembre 2000 approvata con D.I. 28.5.2001 n. 702. Se il Governo Crocetta, passando dalle enunciazioni di principio ai fatti, vuole difendere concretamente i veri interessi della Sicilia e dei siciliani onesti, non deve fare altro che consegnare tale “bubbone” all’ANAS”, naturalmente facendosi rimborsare tutto quanto fino ad oggi speso per realizzare le autostrade. I soldi così recuperati sommandosi a quelli risparmiati potrebbero essere utilizzati meglio per garantire i necessari servizi alla parte più debole della nostra collettività regionale, handicappati, vecchi, malati.

Per quanto riguarda il problema relativo alla sistemazione degli Uffici Giudiziari di Messina, in atto dispersi in luoghi spesso difficilmente raggiungibili, è facilmente risolvibile solo che esista una effettiva volontà politica in tal senso. Il Presidente del Governo regionale deve superare le resistenze dell’Esercito ed ottenere quello che le altre regioni a statuto speciale hanno già ottenuto, la restituzione delle aree militari dismesse, ed in particolare, in questo caso, le aree occupate dall’ex Ospedale Militare. Dismesso da tempo, 11 mila metri quadri,  33 mila metri di cubatura, un’area parcheggi ampia e comunque ulteriormente ampliabile, posto al centro della città, oggi è utilizzato in minima parte. Pochi gli uffici ancora operativi, quindi facilmente collocabili altrove. Mentre i fondi oggi esistenti, stanziati dal Ministero della Giustizia e in parte già volatilizzati, basterebbero largamente per adeguare la struttura di viale Europa ad uffici giudiziari.