Lettera aperta di un medico. Interventi di Pracanica, Greco, Vasta, Fricano, Anile...

Lettera aperta di un medico. Interventi di Pracanica, Greco, Vasta, Fricano, Anile e Cucinotta

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” Ricominciamo!! Non finirà mai!! Sono un medico, un ospedaliero, un chirurgo, uno di quelli che lavora 12 ore al giorno, sempre con lo stesso stipendio e sepolto vivo in ospedale. Uno di quelli che ha operato 3000 persone in 5 anni, uno dei tanti che ha salvato la vita a centinaia di persone e che comunque ci ha provato, in silenzio, con la voglia di fare di più e meglio. Ma sono solo un medico, uno dei tanti, uno dei tanti che ha fatto una scelta, tanti anni fa ed orgogliosamente non la rinnega, anzi.

Per questa sanità, tanto amata da qualcuno e vituperata da moltissimi, sono uno dei tanti, tutti uguali, sullo stesso piano. Ci sei, non ci sei, fai bene, fai male, sai fare , non sai fare, ti butti a capofitto sui malati o ti trovi un angolo e ti leggi i giornali, non importa: siamo tutti uguali. Così si dice, così è, così deve andare.
DIFETTO: non appartenere a Cuffaro, Cracolici, Miccichè, Lombardo, Cascio, etc, e quindi, per questo, non sei NESSUNO. Importa solo a me ed ai miei pazienti appartenere solo alla mia sala operatoria, ai miei studi, ai miei giovani colleghi, a quelli che lavorano con me, alla mia società scientifica. Mi manca solo un titolo, uno di quelli che non puoi mettere nel curriculum, quindi, un grande difetto: non appartengo a nessuno, non ho la casacca del partito, ho solo un camice. Quindi per questa sanità, io sono NESSUNO. Alla mia età, ancora giovane per mollare ma troppo grande per esultare, dopo 32 anni di vita professionale, entusiasmante, emozionante, coinvolgente, sofferta ed enfatizzata, mi sento, SONO al centro della vita di centinaia di persone, ma sono, per questa sanità e solo per questa, NESSUNO. RICOMINCIAMO. ricominciamo, con il nuovo governo regionale, con i nuovi direttori generali, sanitari ed amministrativi, con i nuovi equilibri, con altri volti, magari che spuntano dall’ombra, che ubbidiranno a tanti burattinai, che a loro volta, dovranno mettere la loro bandiera su quello o su quell’altro ospedale. Manager dipinti dei nuovi colori, che per sopravvivere, a loro volta, dovranno rispondere a nuovi ordini. Altri sorrisi, pacche sulle spalle, compiacimenti e complimenti per il lavoro ed i risultati ma, alla fine…

Intanto i malati restano li, a guardare lotte e scelte fatti da altri che passano sulla loro pelle, aspettano ed insieme a loro, aspetterò anche io. E chi potrà dire nulla? Forse io? Ma io sono NESSUNO!!!. “Ma dottore, vorrei che mi operasse lei! So che lei è bravo, è il migliore! Abbiamo fatto una ricerca e risulta che lei è bravissimo”. Ma è sicuro? Rispondo. Guardi che io sono NESSUNO. Io sono il Dott. NESSUNO ed ho deciso di continuare, e non mi fermerò, non mi metterò da parte, chiunque governerà e chiunque avrà la pretesa, forse senza esserlo, di poter decidere sulla mia vita, sui miei meriti o demeriti, sulla vita di centinaia di persone. La mia testa rimane alta, la mia colonna vertebrale dritta e le mie mani ferme, non mi resta altro, ma per me e per tanti altri deve bastare… RICOMINCIAMO. Grazie”.

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Commento di Giuseppe Pracanica:   nessuno meglio dell’anonimo autore di questa lettera ha saputo descrivere, dall’interno, qual’é la vera situazione in cui si dibatte la sanità siciliana. Un’Associazione come la nostra, che ha l’obbligo di dire sempre e comunque la verità e che deve scacciare il leccapiedismo come il male assoluto, non può non farla propria e pubblicarla. Grazie.

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Intervento di Giuseppe Greco:

“Ho letto la missiva dell’amico medico. Conosco molti medici con gli stessi sentimenti. Tra di loro ho notato, a volte, stanchezza e scoramento, ma fortunatamente sono una piccolissima parte. Altri hanno fatto, in comune, una richiesta: che venisse messa alla porta la pratica del clientelismo e dell’affare dal mondo della sanità. Semplicemente. Per loro non è difficile continuare a svolgere il proprio lavoro, come sempre. Per altri, invece, capita che il lavoro venga a soffrirne, ma anche la stessa capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di salute dell’organismo sanitario nel quale opera.
Purtroppo il valore aggiunto che potrebbe essere rappresentato dal riconoscimento professionale con apprezzamenti e incarichi  adeguati alla loro bravura rimane inespresso perché il sistema ha utilizzato altri criteri. Venendo a soffrirne, anche,  i cittadini e in generale lo stesso servizio sanitario.
Alcuni, una minoranza, sono anche aderenti a Cittadinanzattiva: invitati, a volte, in seminari, convegni e assise del Movimento e, dopo un tratto di strada in comune, intorno ad azioni civiche in sanità. Altre volte su loro espressa richiesta, da cittadini protesi al miglioramento dei servizi di salute. Le loro istanze, il loro impegno e la loro capacità professionale sono stati molto importanti per il nostro movimento e sono un esempio di solidarietà sul piano delle azioni civiche che spesso sviluppiamo sul tema.
Anche questa lettera del “dott. Nessuno” ci dà la possibilità di raccontare, nei nostri interventi pubblici, cosa vive l’operatore della sanità, insieme a ciò che vive il cittadino, il paziente. Un paziente che non è un cliente. Anzi, non deve esserlo, pur tenendo in dovuta considerazione offerta di servizi e prestazioni e gradimento del confort. No, il cittadino non è un cliente.
E il medico con gli altri operatori professionali della sanità non sono professionisti-erogatori di cure e prestazioni sanitarie. Sono coloro che hanno fatto della medicina una scelta di vita, più che professionale. Ecco perché parliamo di umanizzazione di quel mondo speciale che è l’ospedale, del luogo dell’accoglienza, dell’attesa, del ricovero assistenziale e curativo, del consiglio e del conforto. Il luogo che ridà la salute o che ci accompagna in alcuni casi nel difficile cammino dell’accettazione di una malattia cronica o di un evento improvviso che cambia la vita o che ne caratterizza dimensione e preziosità. Come dire: il luogo più umano che nostro Signore ci ha permesso di creare.
Noi, tutti, cittadini e operatori: creatori, ma anche rispettosi di un percorso che deve procedere verso livelli ancora più importanti. Con senso di responsabilità e atteggiamento pacato. Ma con lo sguardo agile sempre.
Con rispetto e capacità di ricerca, adattamento, accettazione e confronto. Aperti e liberi”.
Giuseppe Greco
Segretario regionale
Cittadinanzattiva Sicilia Onlus
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Intervento di Pieremilio Vasta: “Ciò che scrive il dr. NESSUNO é pienamente assunto e denunciato nell’editoriale in prima pagina, da me scritto e firmato, nel Bollettino della Conferenza dei CCA. La battaglia per migliorare il SSR necessita convergenza, solidarietà e fatti, fatti, fatti da tutto il Movimento …”
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Intervento di Giuseppe Fricano: “Caro Amici, conosco bene quella lettera è stata pubblicata tempo fa su un quotidiano on line. Nell’ultimo Direttivo Nazionale ho menzionato il contenuto della lettera e da parte mia che sono Dirigente del Servizio Sanitario la sottoscrivo in pieno. La descrizione della lettera è solo la punta dell’iceberg che emerge, bisogna ascoltare, dare risposte e promuovere azioni concrete alle varie istanze degli Operatori della Sanità. Solo così si può costruire una Sanità migliore per i Cittadini e trovare quella sintonia che fa stare bene l’utente e l’Operatore”.
Giuseppe Fricano
Componente Segreteria Regionale
Cittadinanzattiva Sicilia
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In difesa dei tantissimi dott. Nessuno e di chi non ha voce dentro la sanità!

La lettera, pubblicata all’inizio di gennaio sul quotidiano online “Sicilia Live”, di un operatore della sanità siciliana e riproposta, a tutto il nostro movimento dal presidente Pracanica,  non è solo un voler rilanciare la consapevole, ma non rassegnata, denuncia di un sistema  che perpetua se stesso in una sorta di inutile e gattopardesco cambiamento, quanto la volontà di non lasciare cadere nel calderone (senza fondo) delle notizie,  una vicenda che è carica di tristezza (per un sistema che non riesce a rinnovarsi), di amarezze (per migliaia di persone che vanno perdendo – giorno dopo giorno – la  consapevolezza di vedere quante altre cose potrebbero farsi e che invece non si fanno) e di dolore (riversato sui cittadini).

Ritengo utile che si avvii una riflessione, che,  mi auguro, non rimanga ristretta al nostro interno, aperta, consapevole e sostenibile, poiché da quella lettera, siamo chiamati in causa, ovviamente con il peso e le responsabilità connesse al ruolo di ciascuno, quanti a vario titolo si interessano, si occupano di sanità ed in particolare di politica sanitaria (management, operatori, agenzie di servizi e cittadini).

Non si tratta, solo di guardare alla buona amministrazione: la questione non è solo questa; se così fosse prima o poi si troverebbero gli amministratori giusti. La questione è che, appunto, la politica sanitaria non cerca amministratori efficienti, preparati (per anni i bilanci non li ha guardati nessuno e penso ai tanti che avrebbe dovuto farlo e non lo hanno fatto. Un deficit sanitario di circa un miliardo di euro – all’alba del 2009 -, non spunta come un fungo, ma è frutto di anni dissennati di gestione), gli incarichi  ai manager come sono stati conferiti, se abbiamo avuto il giudizio impietoso di 9 manager su diciotto giudicati inidonei a ricoprire l’incarico? Chi ha verificato se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti?  Al di là degli annunzi, in questo settore così essenziale per i cittadini,  il Presidente Crocetta ci dica, concretamente, cosa intende fare.

D’ora in poi le scelte debbono essere fatte secondo un solo criterio, quello del merito, nella convinzione, anche, che scelte sbagliate si ripercuoteranno, in futuro, su migliaia di cittadini in termini di disservizi, di ritardi e di mancate adeguate soluzioni alle varie problematiche sanitarie. Non si tratta, quindi, dell’amarezza di una intera vita professionale medica, infermieristica od altra attività sanitaria, che si consuma senza potersi sentire apprezzati.

Non si tratta, dunque, di riprendere una notizia tanto per avere qualcosa da dire; tanto per fare i radical chic, come si diceva fino a qualche anno fa. C’è una domanda che tutti dovremmo porci, prima di dare risposte:  perché quella notizia è ancora attuale?

Ai nostri volontari ricordo che, da sempre, il nostro movimento si è caratterizzato per un approccio responsabile verso le istituzioni; per essere un organismo che guarda alla legalità, ma anche alla responsabilità civica. Anche in questa circostanza, a difesa dei tanti dott. Nessuno, dei tanti Caposala Nessuno, dei tanti infermieri Nessuno, ecc, che operano quotidianamente  in silenzio, in  un settore che non si interessa né di loro né dei servizi che devono da loro essere erogati né dei destinatari: i cittadini,  il nostro movimento non  può e non intende lasciare che il “sistema” assorba senza colpo ferire questo urlo silenzioso che grida alle  nostre coscienze.

Abbiamo il dovere, ciascuno per la propria parte, di fare quanto è nelle nostre possibilità per realizzare un sistema sanitario che sia orientato ad offrire cure adeguate ed efficienti ed, al contempo, di far emergere quanto c’è di buono (best practice)  e permettere che la diffusione di buone pratiche sia lo strumento attraverso il quale migliorarlo. Abbiamo tutti il dovere di segnalare le disorganizzazioni, gli sperperi e le inefficienze in quanto esse si traducono in una riduzione di servizi.

Girare le spalle, stare in silenzio, significa essere corresponsabili morali del “sacco” del bene pubblico “salute”.

Andrea Cucinotta

Vice segretario regionale
Cittadinanzattiva Sicilia onlus

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