A proposito di opere pubbliche

A proposito di opere pubbliche

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opere pubbliche

Dal Gruppo Civico “Noi Cittadini” di Bagheria

Suscita grande clamore mediatico il fatto che edifici pubblici, tra cui ospedali e scuole, in seguito a terremoto subiscono gravi danni o peggio, crollano. A crolli avvenuti, si richiamano tutte le norme sismiche nonché i requisiti tecnici e di legge che gli stessi edifici pubblici e le opere pubbliche in generale devono possedere. Ma è strano che, in questo contesto di disastri, non si ponga la dovuta attenzione e non si parli affatto riguardo a ulteriori provvedimenti da prendere per la revisione complessiva degli stessi e circa i controlli da parte dalle autorità competenti soprattutto durante la costruzione e i collaudi delle stesse opere pubbliche. Perché, alla luce dei fatti, è evidente che più di qualcosa non funziona quanto meno nell’iter appunto della realizzazione di quelle stesse.

Da semplici cittadini, si constata che le costruzioni antisismiche dei privati resistono molto ma molto meglio delle opere pubbliche, ciò significando che molto probabilmente l’interesse dei proprietari fa sì che le stesse strutture vengano realizzate quanto meno più correttamente secondo le norme antisismiche.

Per le opere pubbliche, i cittadini hanno incaricato -pagando- le cosiddette autorità competenti che dovrebbero muoversi nell’interesse degli stessi cittadini, come se fossero esse stesse -perché pagate – proprietarie!

Presso le varie autorità competenti e committenze pubbliche esistono tecnici (forse tanti!) per i quali la responsabilità pare che in ultima analisi si circoscrive, purtroppo, soltanto all’accertamento e al controllo delle ‘carte’ (ancorché necessario e ai sensi di legge) e non anche a quello che, in loco, realmente si costruisce e realmente si dovrebbe collaudare. E ciò, alla luce dei fatti, cozza col concetto sopra esposto.

Da qui la necessità di cambiare la norma: visto che i tecnici operano “secondo le direttive”, la domanda viene rivolta a chi può cambiarle.

Si chiede, pertanto, a quanti possono modificare le direttive: Non sarebbe opportuno, sia per motivi di “preventiva” sicurezza sia anche per evitare spreco di denaro pubblico, impiegare prioritariamente detti tecnici, fra l’altro assunti per le specifiche maggiori competenze (infatti la società, per tutelarsi al massimo, assume e stipendia profumatamente il meglio ….) , anziché per le sole ‘carte’, anche e specificatamente per controllare in modo più ‘funzionale’, nell’interesse sociale, la regolare costruzione in loco e per effettuare i ‘reali’ collaudi delle opere pubbliche? Controllo delle carte, controllo in loco dei materiali di costruzione così come previsti nei progetti anche in termini ‘quantitativi’, controllo dei collaudi delle effettive strutture realizzate.

Sollecitare il Governo in tal verso e stimolare una attiva sensibilizzazione dei genitori, anche nelle forme indicate dalle proposte di Cittadinanzattiva per il settore Scuole, che costituirebbe un incipit significativo, potrebbe essere un primo passo, non perché lo stesso Governo e le Amministrazioni competenti non sappiano lo “stato dell’arte”, ma almeno per evidenziare quanto sia rilevante l’interesse e la consapevolezza da parte dei cittadini nei riguardi di una problematica di così forte valenza civica e sociale.