Roberto La Rosa

Roberto La Rosa

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L’avv. Roberto La Rosa è il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana del movimento indipendentista Siciliani Liberi, nato a gennaio 2016 ma già presente e attivo in ogni provincia della Sicilia.

Il programma di governo di La Rosa e Siciliani Liberi focalizza l’attenzione sulla “Questione finanziaria siciliana“, considerata l’origine di quasi tutti i problemi della Sicilia, ma troppo spesso assente dal dibattito politico. Il punto fondamentale del programma è infatti la costituzione dell’intero territorio dell’arcipelago siciliano in Zona Economica Speciale (ZES). Le ZES sono aree geografiche la cui legislazione economica è diversa dallo stato di appartenenza. Questo sistema permettere di abbassare considerevolmente le tasse ai cittadini e alle aziende, attuare una fiscalità di vantaggio, attrarre investimenti e creare numerosi posti di lavoro. Le ZES sono numerose in Europa e i Trattati Europei ne consentono l’istituzione nelle regione insulari, transfrontaliere o depresse.

Altri punti importanti del programma di Roberto La Rosa sono:

– Totale devoluzione fiscale e amministrativa

– Introduzione di una moneta complementare fiscale

Reddito di sostegno per casalinghe e studenti

Tutela della salute e della qualità della vita

Ancora dal programma, in materia di sanità:

“Per quanto riguarda l’organizzazione sanitaria in senso stretto, è importante ridefinire innanzi tutto i criteri e le modalità di nomina dei direttori generali, sanitari e amministrativi in modo da azzerare l’intermediazione politica nella gestione, rideterminare la rete ospedaliera, formulando il piano sanitario regionale che metta al centro della propria missione il benessere psicofisico del cittadino in quanto persona

umana e componente di un nucleo sociale di base come la famiglia.

Occorre ridare stabilità al sistema e fiducia agli operatori. Il rinnovamento, la rivoluzione non si può fare senza la partecipazione convinta di chi lavora nelle ASP e nelle azienda ospedaliere. Bisogna coinvolgere chi giorno dopo giorno si scontra con i problemi e affronta le difficoltà del lavorare nella sanità siciliana.

Bisogna avere il coraggio anche di prendere decisioni difficili come quelle di riconvertire gli ospedali piccoli, tranne quelli che si trovano in condizioni particolari: comunità montane e isole minori. Bisogna potenziare e ammodernare gli ospedali con almeno 400 posti letto, investendo in tecnologie e formazione.

Bisogna organizzare meglio le strutture sanitarie territoriali e creare le case di salute, per dare un’assistenza più continua ai cittadini e ridurre gli accessi inappropriati negli ospedali.

Bisogna eliminare gli sprechi creando strutture sovra aziendali, di bacino o di area vasta, per la gestione degli approvvigionamenti – dalle gare di appalto alla logistica – e la gestione delle attività amministrative: contabilità, risorse umane.

Per quanto riguarda invece la tutela della salute è per noi soprattutto incentivazione di stili di vita sani, più che “sanità” in senso stretto, cioè cura dei disagi e delle malattie. C’è quindi un punto trasversale alla nostra politica sanitaria: la politica dell’alimentazione. La maggior parte dei mali oggi derivano da un’alimentazione errata o da una vita sedentaria. La promozione del prodotto locale di qualità è il primo strumento di tutela della salute dei Siciliani. Poi, essenzialmente, prevenzione è tutela dell’ambiente, con la riconversione progressiva di quegli insediamenti produttivi di industria pesante che, statistiche alla mano, hanno determinato in Sicilia un cattivo modello di industrializzazione, segnato da una spaventosa incidenza di tumori o di malformazioni congenite nelle aree più vicine a questi insediamenti. Il modello di sviluppo deve essere compatibile con la vita e uno sviluppo sano della persona umana.

Accanto a questo, naturalmente, va garantito un servizio sanitario gratuito e pubblico a tutti i cittadini e residenti. La sanità privata di eccellenza, tuttavia, non sarà penalizzata.

Quella convenzionata sarà “integrativa” e non “sostitutiva” rispetto ad un servizio centrale che deve essere erogato dalle strutture pubbliche. Le strutture sanitarie private di ricovero e cura, di diagnosi e di riabilitazione possono certamente prosperare, dare lavoro e fare profitto, ma sono “a servizio della Sicilia” e devono rispettare tutte le norme sanitarie e giuslavoristiche, nonché i criteri di qualità delle prestazioni erogate che la Regione richiederà, n e non viceversa piegare l’interesse pubblico a servizio delle lobby private. Il territorio deve essere tutto presidiato e la sanità siciliana deve costituire un sistema integrato, che al suo interno sia i servizi di base, sia quelli di eccellenza, per mettere fine ai viaggi della speranza e, al contrario, rilanciare, facendo della Sicilia un polo di eccellenza sanitaria che attiri pazienti da altre parti del mondo.”

Il tema della salute è trattato spesso negli incontri di La Rosa. Il candidato indipendentista afferma che “esiste anche un colonialismo sanitario, ed è ora di finirla. Il nostro non è solo un programma per la sanità, bensì per la Salute e la Qualità della vita. La sanità interviene quando ci si ammala; il nostro programma è invece ‘non fare ammalare’ e soprattutto fare prevalere l’interesse pubblico alla salute rispetto agli interessi privati, che devono restare rigidamente subordinati al primo”.

Per approfondimenti rimandiamo alla lettura del programma di Roberto La Rosa

ALTRI CANDIDATI:

Fabrizio Micari

Nello Musumeci

Giancarlo Cancelleri

Claudio Fava