Zone del Terremoto – La scuola riparte per tutti e sarà una...

Zone del Terremoto – La scuola riparte per tutti e sarà una scuola bellissima / www.vita.it

CONDIVIDI

imageNelle zone del terremoto la scuola riparte senza ritardi: un successo per tutti. Il Miur ha distaccato sul campo una task force di suoi funzionari, che lavorano gomito a gomito con la protezione civile, i dirigenti, i sindaci, le associazioni. Un modello inedito ma molto apprezzato: «Una cosa è pensare a un Ministro che viene, fa delle promesse, emana direttive dal suo ufficio, un’altra cosa è avere il ministero qui e scoprire degli amici», dice commossa la preside di Arquata.

Ad Amatrice il 13 settembre suonerà la campanella, come nel resto del Lazio. I ragazzi prenderanno posto non in una tenda ma nella nuova scuola, tirata su a tempo di record dalla Protezione Civile di Trento. «Hanno posizionato i moduli, sono in grado di finerla, forse mancheranno le rifiniture», spiega con piglio deciso Maria Rita Pitoni, neodirigente di Amatrice. «Tempo permettendo», precisa Giovanna Boda, dirigente generale della direzione studente del Miur, che dal 1° settembre si è trasferita nelle zone colpite dal terremoto: «facciamo un passo alla volta, l’ultima cosa di cui c’è bisogno qui sono le false speranze». Di fatto però «il 13 settembre in Lazio e il 15 nelle Marche la scuola ricomincia, non ci sono proroghe. Si comincia dove si può, ma ovunque e comunque. Mentre terminano di montare i moduli, in alcuni casi le lezioni verranno fatte nelle tensostrutture, tante scuole si sono offerte di accogliere provvisoriamente gli studenti, anche solo per una settimana, ad esempio l’alberghiero di Amatrice potrebbe essere ospite dell’Istituto industriale di Rieti… Stiamo valutando, insieme ai dirigenti e alle famiglie», spiega la dirigente Boda. E per andare a scuola, «ogni alunno dall’infanzia alle medie avrà un kit donato dal Miur con libri, quaderni, tutto ciò che serve», aggiunge Patrizia Palanca, la dirigente di Arquata del Tronto.

La scuola nelle zone colpite dal terremoto partirà dunque nei tempi previsti, è certo. Il terremoto non toglierà ai bambini e ai ragazzi anche questo diritto e questo pezzo di vita. Nel versante marchigiano già da lunedì lo scuolabus ha ripreso ad arrampicarsi per le 54 frazioni di Acquasanta e le 34 di Arquata, «un territorio dove le abitazioni sono rarefatte, dove i miei 300 alunni vivono da soli e da soli stanno vivendo anche questo dramma», sottolinea la dirigente Patrizia Palanca: raccolgono i bambini casa per casa e li riportano «insieme», seppur sotto le tende, per dare loro i primi strumenti per ricominciare, attraverso laboratori espressivi e di musica.